Il tessuto
economico italiano si conferma un motore imprescindibile per la competitività
del Paese, con il marchio Made in Italy che rappresenta un asset
strategico di primaria importanza. Le più recenti analisi di settore delineano
un quadro incoraggiante per il prossimo biennio, evidenziando come la
manifattura nazionale, nonostante le complesse sfide globali, mantenga una traiettoria
di crescita e consolidamento finanziario.
Le stime
prevedono un incremento dei ricavi stimato fino al +1,5% nel 2026, un
dato che testimonia la capacità di resilienza delle nostre imprese. È
interessante notare come il perimetro del Made in Italy stia
sovraperformando rispetto al totale del comparto manifatturiero, avendo
registrato nel decennio scorso una crescita media annua superiore a quella del
settore generale. Questo dinamismo è sostenuto da una maggiore solidità
patrimoniale e da un profilo creditizio in rafforzamento, elementi che rendono
le nostre eccellenze particolarmente attrattive anche per gli investitori
internazionali. A tal proposito, si rileva una presenza di capitali esteri
superiore nelle aziende simbolo del Made in Italy rispetto alla media
delle società di capitali, segnale inequivocabile di fiducia nella qualità e
nell’innovazione tricolore.
Analizzando i
singoli comparti, emergono performance differenziate ma complessivamente
positive. La Farmaceutica si conferma trainante, con previsioni di
crescita della quota di mercato, seguita a stretto giro dal Sistema Moda
e dall’accoppiata Automazione e Meccanica. Quest’ultimo settore, in
particolare, si distingue per essere il più solido in termini di sicurezza e
solvibilità aziendale. Anche l’Agroalimentare, tradizionalmente esposto a
maggiori variabilità, mostra segnali di netto miglioramento prospettico, con
una larga maggioranza di imprese che si prevede rientreranno in un’area di
piena sicurezza finanziaria entro il 2026.
Un ulteriore
elemento distintivo per la competitività futura è rappresentato dall’attenzione
verso la sostenibilità. Le imprese italiane stanno investendo massicciamente
nelle tematiche ESG (Environmental, Social, and Governance), integrando
la responsabilità sociale nelle proprie strategie di sviluppo. Questo approccio
non solo risponde alle normative europee, ma si configura come una leva
fondamentale per mantenere quote di mercato e attrarre nuovi partner
commerciali. In sintesi, il panorama che ci accompagna verso il 2026 è quello
di un’industria manifatturiera che, forte delle proprie radici, sa evolversi
puntando su qualità, solidità finanziaria e sostenibilità.
Fonte: Business Weekly (https://businessweekly.it/quanto-vale-la-manifattura-in-italia-trend-e-previsioni-2026/)